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Una dieta per diabete tipo 2
Quando si parla di diabete, dieta e consigli alimentari a parte, bisogna anzitutto fare una distinzione: abbiamo infatti un diabete di tipo 1, che si manifesta soprattutto in età infantile e soprattutto durante la pubertà, e un diabete di tipo 2, estremamente più diffuso, che insorge invece in età avanzata.
Il diabete di tipo 2 potrebbe anche non manifestarsi mai (e quindi essere asintomatico), a condizione che il paziente non metta in crisi la propria funzionalità pancreatica rispettando un’alimentazione adeguata.
Curiosità su diabete dieta: è stato osservato che spesso le crisi di panico, generalmente ascritte a patologie neurologiche, si riducono notevolmente regolando in modo rigoroso l’alimentazione del paziente, trattandolo come se fosse diabetico.
In questo articolo darò qualche consiglio per una dieta per il diabete di tipo 2, quello che insorge in età avanzata, quando la maggior parte dei pazienti è obesa, con distribuzione di grasso soprattutto dall’ascella all’altezza dell’inguine, con braccia e gambe relativamente magre e una tiroide che, generalmente, non funziona in maniera corretta.
Alimentazione e diabete: una dieta per diabetici anziani
Grazie alle abitudini alimentari dei nostri antenati, inconsapevolmente corrette, in particolare per l’uso di grassi animali, i soggetti diabetici sono sopravvissuti anche in età pre-insulinica.
L’alimentazione contadina, infatti, non è mai stata basata su cibi raffinati, come ci mostra l’uso di lattuga o di verza fino alle foglie più esterne e quindi più ricche in clorofilla, potente ipoglicemizzante.
Il contadino non sapeva questo ma, essendo alimenti come questi frutto del suo lavoro, cercava di non sprecare nulla, realizzando così involontariamente un vero e proprio atto terapeutico, una specie di diabete dieta ante litteram. Inoltre, nel mondo contadino si faceva grande uso di aglio cotto o crudo e di cipolla cruda, altri potenti ipoglicemizzanti naturali.
Nei singoli vegetali, infatti, la natura fa coesistere una serie di fattori di stimolo e i loro stessi inibitori, creando un sistema nutrizionale del tutto bilanciato. I problemi insorgono nel momento in cui si usano solamente alcune unità alimentari, con tutto il rischio di un uso sbilanciato degli alimenti e, di conseguenza, gravi problemi per la salute.

Dieta contro il diabete: cibi da evitare
Oggi, una grande problematica del cibo che normalmente assumiamo è la presenza di zuccheri aggiunti industrialmente: proprio perché aggiunti, tali zuccheri non sono frenati dai cofattori presenti nell’alimento “al naturale”. Un esempio lampante è la differenza che esiste tra una passata di pomodoro, fortemente iperglicemizzante, e il pomodoro fresco che, anche se di serra, non farà aumentare lo zucchero nel sangue così velocemente.
Questi alimenti industriali tendono a far salire la glicemia molto velocemente, mettendo in crisi il pancreas che potrebbe ammalarsi e portare a un diabete di tipo alimentare.
L’alimentazione del diabetico deve tenere in considerazione sempre una moderata quota di carboidrati (50-60g), preferibilmente sotto forma di pasta piuttosto che di riso o patate, perché la pasta, ricca di glutine, rilascia zuccheri più lentamente conducendo all’iperglicemia in tempi più lunghi; è inoltre importante l’uso dell’olio extra vergine di oliva, importante per frenare la scissione dello zucchero e rallentarne il successivo aumento nel sangue.
Per tenere a bada la glicemia sono utili, inoltre, le proteine del pesce, della carne e delle uova, e deve escludersi la frutta, almeno fino a quando la glicemia non sia rientrata nei valori fisiologici.
Verdura e pane
È meglio infine utilizzare la doppia verdura: una cotta e l’altra cruda.
Alla verdura cotta (150-200gr), che sia ripassata in padella o ai ferri o condita con olio sale e limone, va sempre associata un’insalata, oppure finocchi o sedani o cetrioli, o ancora pomodori con cipolla cruda, cercando in questo modo di evitare quel picco glicemico che al contrario avremmo con la frutta.
Bisogna limitare il pane a 40-50gr, perché farà aumentare la glicemia, a parità di peso, molto più velocemente rispetto alla pasta. Questo perché è ricco di vitamine del gruppo B12, che affaticano il fegato e rallentano l’utilizzo periferico degli zuccheri nel nostro organismo.
